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Il presente programma è stato redatto dall’AJPROL, Società Cooperativa Agricola dei Produttori Olivicoli di Taranto in attuazione del Regolamento UE n. 1308/2013, relativamente ai programmi di attività delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo per il triennio 2015/16, 2016/2017 e 2017/2018. AJPROL Taranto, intende avviare direttamente sul territorio di operatività le seguenti misure previste dal Reg. UE 1308/2013 art. 29 e dal Reg. Delegato UE n. 611/2014.

a) Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura;
b) Miglioramento della competitività dell’olivicoltura attraverso la modernizzazione;
c) Miglioramento della qualità della produzione di olio d'oliva e di olive da tavola;

Le misure relative a:

d) Monitoraggio e alla gestione amministrativa del mercato nel settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola;
e) Tracciabilità, certificazione e tutela della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola;
f) Diffusione di informazioni sulle misure svolte dalle OP, dalle AOP e dalle OI al fine di migliorare la qualità dell’olio d’oliva e delle olive da tavola;

saranno attuate nell’ambito del Programma nazionale predisposto dalla AOP UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano di Roma.Pertanto l’Ajprol partecipando direttamente alle misure b), c), e d) e attraverso Unaprol alle misure a), e) e f), attua tutte le misure ammissibili a finanziamento previste dal Reg. UE 1308/2013.

CONTESTO DI RIFERIMENTO E AMBITO DI INTERVENTO
Il territorio di operatività di AJPROL Taranto ricade per la maggior parte nella “zona regionale”, ai sensi dell’art. 1 del DM 475 del 23/01/2009, individuata dalle Provincie di Taranto, Brindisi e Lecce, ed in parte nella provincia di Bari.
La zona occidentale è caratterizzata dalla presenza delle “gravine”, profondi solchi carsici di antichissima origine che attraversano il territorio, riconosciute come Parco Regionale delle Gravine.

All’interno di tutto questo areale, nel versante orientale, ci sono delle vaste zone in cui l’olivicoltura è decisamente prevalente. Geograficamente tale zona Regionale comprende le aree del basso, medio ed alto Salento e la pianura jonico-tarentina, regione tipicamente caratterizzata da secoli di presenza della pianta dell’olivo.

L’olio pugliese già dal 336 a.c. aveva conquistato non soltanto i mercati regionali, ma anche quelli dell’oriente anche grazie ai primi flussi migratori greci. L’olivo è stato da sempre ritenuto parte integrante del patrimonio storico, culturale e sociale del Salento e di Taranto. Lo dimostra il peso che questa coltura ha svolto in passato, e continua a svolgere nell’ambito dell’economia produttiva Jonico-salentina.

La tradizione produttiva, rilevabile da varie fonti storiche, trova oggi motivo di continuità nel ruolo che tutto il comparto olivicolo svolge nell’ambito del quadro produttivo del territorio con fortissime ricadute sociali.

Se si prende in considerazione il territorio della sola provincia di Taranto, dove sono localizzate la quasi totalità delle strutture aderenti all’AJPROL Taranto, il peso dell’olivicoltura è rilevante, tanto da raggiungere, nelle annate di “carica”, oltre il 30% della produzione vendibile dell’intero comparto agro-alimentare.

La provincia di Taranto è interessata dall'olivicoltura per oltre 32.000 ettari coprendo circa il 35% dell’intera superficie agraria e forestale. Le piante di olivo presenti nel territorio provinciale superano i 3 milioni di unità. Le varietà prevalenti ù sono la Cellina di Nardò e l’Ogliarola di Lecce, due varietà di riconosciuta origine autoctona.

La Cellina è quella maggiormente diffusa sul territorio provinciale (in misura del 60%) in virtù della sua maggiore rusticità, sensibilità alle tecniche colturali, resistenza alle avversità climatiche e per la costanza produttiva, mentre l’Ogliarola, che ha rese medie in olio superiori, è diffusa sul territorio in ragione del 32%. Il rimanente 8% è costituito da varietà di recente introduzione da olio e a duplice attitudine (Leccino, Nociara, Frantoio, Coratina, Picholine, ecc.). Il sesto degli oliveti tradizionali si aggira intorno a mt 10 x 10, quello degli oliveti intensivi può anche raggiungere i mt 7 x 3,5. La coltura tradizionale è praticata generalmente in asciutto. La produzione di olive da mensa è limitata, essendo l’olio il prodotto principale; la produzione media di olive per pianta oscilla intorno ai 50 chilogrammi e la resa in olio intorno al 16%.

L’oliveto Jonico-salentino, nel suo aspetto più ‘tradizionale’ e ‘naturale’, è caratterizzato dalla presenza di elementi di naturalità diffusa ed in particolare di lembi di bosco, siepi, alberi isolati fortemente interconnessi con le unità produttive dell’azienda.Dal punto di vista paesaggistico gli elementi che più caratterizzano l’oliveto tradizionale riguardano:

a) sistemazioni del terreno in terrazzamenti che risultano funzionali alla eliminazione o attenuazione dei salti quota;
b) presenza di siepi e zone di macchia tipica delle aree naturali;
c) presenza di piante di olivo secolari con sesto ampio o irregolare, in alcuni casi in consociazione con altre essenze agrarie arboree (vite, fruttiferi, noce, fico, mandorlo, ecc.);
d) presenza di alberi tipici della flora e della tradizione socio-economica salentina di Carrubo, Fico e Leccio;
e) presenza di alberi di olivo spontanei derivanti da seme e ingentiliti, aventi caratteristiche proprie e diverse dalle varietà autoctone salentine.

La forma di allevamento tipica è quella a vaso policonico con una impalcatura a due o tre branche, piuttosto alta (superiore ai 2 metri). L’altezza della chioma può raggiungere i dieci metri, ma più frequentemente non supera i 5-7 metri. La potatura viene eseguita con cadenza poliennale a turno variabile che dipende da vari fattori soprattutto agronomici (fertilità del terreno, pratica della concimazione, disponibilità di acqua di irrigazione, tecniche di concimazione). Per le piante secolari particolare importanza riveste la pratica della slupatura dei tronchi. Diffusa è la pratica della non coltivazione del terreno, spesso legata alla impossibilità di eseguire le lavorazioni a causa della presenza di rocce superficiali. Queste rappresentano un fattore di stabilità del terreno sia per le superfici declivi che per quelle in piano: nei suoli con forti pendenze, le rocce di superficie rappresentano i primi elementi di terrazzamento spesso integrati e rafforzati dall’uomo mediante muretti a secco in materiale lapideo, in particolare nell’area a nord-est della provincia (Massafra, Mottola, ecc.).

Nelle aree di più antica tradizione olivicola e in quelle caratterizzate da difficili condizioni orografiche sono presenti zone di olivicoltura marginale a rischio di abbandono e/o minacciate da vari fattori: incendi, taglio abusivo, nuovi insediamenti produttivi e/o residenziali, svellimento e utilizzo piante per uso ornamentale.

L’olivicoltura nel comprensorio dell’arco Jonico-Tarantino quindi rappresenta una fetta importante del reddito agricolo, soprattutto nelle zone svantaggiate e con scarse risorse idriche. Non di meno si fa notare come l’olivicoltura resta comunque una importante componente storica del paesaggio rurale con eccellenze di vocazionalità pedoclimatiche. L’olivicoltura Jonico-Salentina, inoltre, riveste molta importanza nell’economia agricola Regionale dal punto di vista occupazionale che negli ultimi anni ha palesato le giuste competenze e professionalità richieste.

Il comparto olivicolo negli ultimi anni ha mostrato un incremento di interesse da parte di tutti gli operatori anche a causa della crisi che sta attanagliando le colture di spicco (ortofrutta e seminativi).

L’incremento che si è registrato è frutto anche di una mirata politica di immagine e di marchio che si è manifestata con la crescita qualitativa imposta dai recepimenti dei disciplinari delle DOP “Terra d’Otranto” e “Terre Tarentine”, nonché dell’aumentata richiesta del mercato delle produzioni biologiche.

Purtroppo nonostante tutto, le produzioni locali pure con caratteristiche quanti-qualitative degne di attenzione, continuano a soffrire di un inadeguata affermazione sui mercati Internazionali e Nazionali, che ancora oggi non si sono avvantaggiate (del Made in Italy) ma che soffrono invece della complessa e continua evoluzione delle norme commerciali. Il trend dei flussi del prodotto extravergine finito, però, è in crescita verso i maggiori mercati occidentali, a conferma del raggiungimento degli standard organolettici e nutrizionali richiesti.

I punti di forza dell’olivicoltura zonale restano la buona diffusione della coltura e la presenza di aree vocate; l’elevato valore ambientale, paesaggistico, storico e culturale. Buona immagine del prodotto presso i consumatori nazionali ed internazionali; ampio bacino di approvvigionamento della materia prima.

Punti di debolezza della filiera olivicola sono la frammentarietà dovuta alle ridotte dimensioni aziendali, cospicua presenza di impianti tradizionali, ridotta diffusione della meccanizzazione e stentata capacità nella concentrazione dell’offerta.

Pertanto l’Ajprol auspica di poter intervenire per una riduzione dei costi di produzione attraverso il miglioramento delle tecniche di coltura e di raccolta, per il miglioramento qualitativo della produzione mediante l’applicazione di buone pratiche agricole e l’innovazione tecnologica, ed il miglioramento qualitativo delle fasi di trasformazione e di stoccaggio. Naturalmente tutte queste attività verranno inquadrate all’interno del più vasto contesto ambientale che vede il patrimonio olivicolo l’unico e incontrastato emblema del territorio. Pertanto le operazioni di attività verranno implementate con la protezione dell’ambiente, il risparmio energetico, la diffusione dei prodotti tipici DOP, ovvero di prodotti di qualità certificata e tracciata, promozione della tecnica di coltivazione biologica e l’inserimento diretto e/o dimostrativo di tutte le innovazioni tecnologiche per l’ottenimento di un prodotto di alta qualità. Ammodernamento tecnologico dei frantoi e valorizzazione dei residui di lavorazione.

Pertanto possiamo dire che con l’espletamento del programma di attività del prossimo triennio, l’Ajprol concorrerà a sviluppare le peculiarità distintive dell’olivicoltura con azioni sinergiche volte a tutti i livelli della filiera per una più ampia e maggiore affermazione dell’origine, della tipicità e della differenziabilità della qualità attraverso una sempre maggiore attenzione alla salvaguardia ed al mantenimento del patrimonio ambientale a difesa del territorio, ma anche e soprattutto a difesa della salute dei consumatori, che sempre in misura maggiore dimostrano di apprezzare le diverse qualità degli olii abbinabili alle più svariate cucine Nazioni ed Internazionali e che sempre più attenzione manifestano per l’indissolubile legame che lega l’olio di oliva alla zona di produzione.

MISURA 1
MONITORAGGIO E GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL MERCATO NEL SETTORE DELL'OLIO D'OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA

1a) Raccolta di dati sul settore e sul mercato, effettuata in conformità alle specifiche di metodo di rappresentatività e di precisione
Gli interventi progettuali relativi alla suddetta azione sarà attuata da AJPROL Taranto nell’ambito del Programma nazionale predisposto da UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano Roma, al quale si rimanda per i dettagli operativi.

2a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e a rischio di abbandono
Obiettivi
La necessità economica di incrementare il reddito olivicolo e renderlo remunerativo con l’introduzione di forme di allevamento moderne e varietà più corrispondenti ai variati gusti dei consumatori, stanno modificando contesti ambientali consolidati da millenni; Vi sono infatti oliveti a sesto ampio con piante con caratteristiche eccezionali e tipiche del paesaggio dell’arco Jonico che rappresentano l’emblema inconfondibile, ed unico nel suo genere, ad alta valenza ambientale e paesaggistica e genetica che rischiano di scomparire. Con la presente misura l’AJPROL intende svolgere azioni di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale a rischio di abbandono negli areali che presentano una difficile orografia.

Con le aziende selezionate sarà formalizzato l’impegno ad effettuare le operazioni di mantenimento e salvaguardia degli oliveti coinvolti, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Buona Pratica Agricola in quelle aree che presentano situazioni orografiche difficili.

In particolare deve essere assicurata una corretta manutenzione degli impianti olivicoli mediante lavorazioni del terreno, anche con l’ausilio di decespugliatori dove necessario (allo scopo di ridurre al minimo il rischio di incendio delle stesse piante).

Sono previste potature di riforma e di recupero comprese anche le operazioni di slupatura. Nelle aziende verrà proposta e attuata un’efficace potatura di rinnovamento e di rigenerazione in quanto alla fine del periodo adulto cominciano a manifestarsi i sintomi di invecchiamento e l’albero diventa via-via poco produttivo e soggetto a malattie degenerative del legno. Con l’invecchiamento si osserva un lento decrescere le rapporto foglia/legno, anche quando le potature di produzione sono state corrette. La scarsa crescita vegetativa dei germogli dell’anno, le foglie piccole e di colore verde pallido, e anche la defogliazione, su alcuni rami ci indicano che deve essere sostituito un ramo, per cui deve cominciare il processo di rinnovamento totale, scaglionato e continuo della chioma. Questi tipi di intervento di taglio anche delle grosse branche può risultare eccessivamente cruento, tuttavia è l’unica soluzione per poter rivitalizzare i nostri olivi plurisecolari.

A tal uopo si realizzeranno programmi locali di manutenzione di tali oliveti situati in zone orografiche difficili con sesti irregolari e/o di età superiore ai 50 anni e/o di particolare interesse (plurisecolari o di grandi dimensioni), e/o dove persistono particolari sistemazioni idraulico-agrarie del terreno.

L’intervento interesserà almeno annualmente almeno 10 ettari e coinvolgere almeno 5 produttori.

2b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l'olivicoltura, basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica
Obiettivi
Con le aziende selezionate sarà formalizzato l’impegno a gestire l’allevamento della coltura olivicola nel pieno rispetto delle norme del Codice di Buona Pratica Agricola e in conformità al SNQPL nazionale, a basso impatto ambientale ivi compreso eventuali certificazioni ambientali riconosciute.

In particolare deve essere assicurata oltre che una corretta gestione agronomica e fitosanitaria degli impianti olivicoli per l’auspicabile raggiungimento della lotta integrata e della coltivazione biologica, l’applicazione di metodologie necessarie ad affrontare il cambiamento climatico, con azioni di mtigazione, e la scarsità di risorse naturali.

2c) Dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo, nonchè progetti di osservazione dell'andamento stagionale
Obiettivi
L’azione ha lo scopo di favorire il trasferimento, con attività dimostrative, al mondo della produzione agricola, delle nuove acquisizioni scientifiche e le nuove metodologie di controllo dei parassiti con tecniche e metodi ecocompatibili con l’introduzione di tecniche di lotta alternative di tipo biologico, biotecnico e con biocidi naturali.
L’osservazione dell’andamento stagionale dell’infestazione della mosca dell’olivo, attraverso rilievi sia fenologici che di cattura/infestazione, sarà attuata a livello di comprensorio di zone omogenee e prevedere la diffusione tempestiva dei risultati del monitoraggio.

2d) Dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio, quali la coltivazione biologica, la coltivazione a bassi consumi intermedi, la protezione del suolo limitando l'erosione o la coltivazione integrata
Obiettivi
Nell’ambito di questa azione saranno creati campi dimostrativi, in comune con i campi pilota dell’azione precedente, dove nel corso dei tre anni progettuali saranno applicate tecniche di coltivazione, di raccolta e di trasformazione a basso impatto ambientale che potranno avere una più vasta diffusione, promuovendo la riduzione dell’impiego di fertilizzanti sintetici, antiparassitari e diserbanti, la difesa del suolo

3a) Miglioramento dei sistemi di irrigazione e delle tecniche colturali
Obiettivi
Introduzione ed ammodernamento dei sistemi di irrigazione e connessa assistenza tecnica.

I sistemi di irrigazione previsti saranno a basso volume d’adacquamento e nel caso di ammodernamento sarà dimostrato il risparmio idrico ottenuto con il nuovo impianto tramite l’utilizzo anche della valutazione della impronta idrica.

3c) Formazione dei produttori sulle nuove tecniche colturali
Obiettivi
Formare conduttori di aziende olivicole, tramite la realizzazione di corsi di formazione in aula ed in campo, sulle più recenti innovazioni introdotte nell’ambito delle tecniche di coltivazione e raccolta dell’olivo.

Realizzazione di corsi e seminari specialistici su tematiche attinenti contenute nelle altre misure del Programma dove le tecniche colturali rappresentano un passaggi obbligato per migliorare la qualità dell’olio e dell’impatto ambientale.

3d) Iniziative di formazione e comunicazione
Obiettivi
Accrescere le competenze, all’interno di tutta la filiera e dei consumatori, delle metodiche e delle dinamiche produttive al fine di rimuovere gli ostacoli che rallentano e deviano lo sviluppo della produzione e del consumo dell’alimento olio extravergine e olive da tavola di qualità.

L’azione sarà rivolta agli operatori della filiera ed ai consumatori e prevederanno la realizzazione di corsi di formazione, giornate dimostrative e sessioni formative.

Gli argomenti trattati saranno relativi alle fasi della produzione, trasformazione e confezionamento. Saranno previsti anche, se possibile, prove dimostrative di assaggio degli oli di oliva e da tavola. Queste iniziative non saranno replicate nell’ambito della misura 6a.

Realizzare eventi formativi rivolti oltre che ai produttori, soprattutto ai consumatori, ristoratori, stakeholder ed operatori delle distribuzioni mirati a diffondere le tematiche legate agli aspetti innovativi (salutistici, sostenibilità ambientale e difesa del territorio) in grado di orientare la scelta di consumo consapevole dell’olio extravergine di oliva e delle olive da tavola dei nostri produttori.

4a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Obiettivi
La misura si prefigge i seguenti obiettivi:

a) miglioramento delle condizioni di coltivazione di tutte le fasi del ciclo dell’olivo con riferimento agli aspetti agronomici e fitosanitari
b) raccolta dalla pianta nei periodi ottimali, per varietà ed areali di coltivazione attraverso l’introduzione di indici di maturazione e di qualità oggettivi (forza di distacco, cascola, contenuto in olio, analisi sensoriale e fenoli dell’olio). Le azioni devono prevedere attività di dimostrazione, di aggiornamento e di applicazione a livello aziendale;
c) diffusione dell’impiego di attrezzature per verificare la forza di distacco delle drupe ed attrezzature e mezzi di raccolta tecnologicamente avanzati, prevedendo prioritariamente l’adattamento degli uliveti con adeguate tecniche di potatura di produzione e/o di riforma, condizione necessaria e imprescindibile per la gestione delle tecniche colturali innovative.
d) magazzinaggio e consegna delle olive all’impianto di trasformazione entro 24 ore dalla raccolta, utilizzando contenitori a pareti rigide e fessurate.

Le attività di miglioramento delle condizioni di coltivazione riguardano tutte le fasi del ciclo produttivo dell’olivo.

Gli interventi si configurano nell’assistenza tecnica alle aziende, finalizzata al corretto impiego delle tecniche di coltivazione dell’olivo, raccolta e consegna nel rispetto delle più moderne conoscenze in materia di ottenimento della maggior qualità possibile.

Preliminarmente sarà effettuata una selezione delle aziende disponibili ad applicare modelli produttivi finalizzati alla produzione di olive da destinare all’ottenimento di olio di qualità. L’individuazione delle aziende sarà effettuata in base alla loro rappresentatività sul territorio di operatività dell’O.P.

E’ previsto un importante impegno per adattare, gli impianti che ne necessitano, con adeguate tecniche di potatura al fine di migliorare la gestione agronomica e fitosanitaria e per migliorare le resa e la qualità.

Particolare rilevanza sarà attribuita alle attività di informazione e divulgazione: il gruppo tecnico provvederà alla formulazione dei materiali divulgativi finalizzati all’adozione delle tecniche di coltivazione dell’olivo.

Tale azione riguarda interventi mirati a diffondere tra gli operatori la raccolta del prodotto dalla pianta nei periodi ottimali, per varietà ed areali di coltivazione, attraverso l’introduzione di indici di maturazione e di qualità oggettivi (forza di distacco, cascola, contenuto in olio, analisi organolettica dell’olio). Le attività consistono nell’assistenza in campo alle aziende olivicole aderenti al progetto e inserite nel programma, finalizzata alla determinazione dell’epoca ottimale di raccolta attraverso rilievi e campionamenti di olive sulle quali calcolare l’indice di maturazione secondo il sistema messo a punto dal COI e da altre istituzioni scientifiche e da enti di ricerca.

L’azione prevede attività di dimostrazione e di applicazione a livello aziendale di metodi di raccolta diretta dalla pianta mediante l’utilizzo di macchine agevolatrici. Allo scopo di incentivare l’utilizzo dei sistemi di raccolta meccanizzati è previsto l’acquisto di attrezzature e interventi di potatura per adattare le piante alla raccolta meccanica.

L’azione si propone di migliorare la qualità dell’olio di oliva attraverso l’introduzione di modalità ottimali di consegna e di magazzinaggio delle olive. In particolare l’obiettivo è quello di favorire l’accorciamento dei tempi tra la raccolta e la molitura delle drupe, migliorando al contempo le modalità di trasporto e stoccaggio della materia prima (olive). A tale scopo sarà incentivata la consegna delle olive all’impianto di trasformazione entro max le 24 ore dalla raccolta, ma preferibilmente entro le 12-18 ore con l’uso di contenitori a pareti rigide e fessurate. Gli interventi previsti riguardano:

- L’acquisizione contenitori a pareti rigide fessurate (cassoni).
I cassoni verranno o affidati alle cooperative olivicole e alle aziende olivicole aderenti all’AJPROL che li utilizzeranno per il trasporto in frantoio e lo stoccaggio delle olive provenienti dai cantieri di raccolta.

- La programmazione della raccolta, in relazione alla capacità degli impianti di trasformazione, per una immediata lavorazione delle olive da iniziare entro 24 ore dalla stessa;
- Diffusione delle tematiche sviluppate.
- Adattamento degli uliveti con adeguate tecniche di potatura.

La raccolta interamente manuale non è più compatibile con l’olivicoltura imprenditoriale in virtù dei costi relativi (è una delle maggiori voci di costo nella gestione degli impianti olivicoli). Sempre più spesso si fa uso di agevolatori della raccolta o di macchine specifiche per la raccolta interamente meccanizzata al fine di aumentare l’efficienza del lavoro. Il panorama degli agevolatori della raccolta si amplia costantemente attraverso l’introduzione di attrezzature sempre più leggere ed affidabili, il cui costo è generalmente compatibile anche con la conduzione “familiare” dell’oliveto. Con la raccolta meccanizzata è possibile organizzare e gestire meglio la fase di trasformazione (molitura), in quanto si accorciano i tempi di raccolta e si può programmare la stessa in funzione della capacità del frantoio (magari anche parcellizzando l'oliveto in aree a diversa epoca di raccolta). Ciò consentirebbe una velocizzazione della molitura senza far sostare le olive oltre le 24 ore ai fini del miglioramento qualitativo della produzione(olio). Caratteristica non secondaria dell’introduzione della meccanizzazione della raccolta, c'è il miglioramento della "qualità" del lavoro degli addetti, non più costretti a tenere le mani nel terreno (umido e freddo nell'autunno) per la raccolta manuale. Nell’olivicoltura intensiva specializzata (da reddito), il sistema di raccolta meccanica più diffuso si avvale di scuotitori, dai modelli “portati”, estremamente semplificati; alle testate vibranti proposte anche come accessori di bracci movimentatori; fino a macchine semoventi, o comunque dedicate, con possibilità di montare ombrelli rovesci intercettatori.

Per massimizzare l’efficienza degli scuotitori, è tuttavia necessario strutturare (allevare, ristrutturare) le piante secondo forme assurgenti, che favoriscono la trasmissione delle vibrazioni; e con rami fruttiferi senza pendaglie, per ridurre i tempi “efficaci” di scuotitura, e massimizzare la produttività del lavoro della macchina. Risultati soddisfacenti possono comunque essere ottenuti anche nell’olivicoltura “tradizionale”, ottimizzando le strutture scheletriche delle piante, per ridurre il numero di prese per pianta ed i tempi di vibrazione, ovvero valutando, nella ristrutturazione, la possibilità di effettuare prese multiple da punto fisso, evitando o limitando spostamenti e manovre dell’intera macchina, per il riposizionamento della testata sulle branche.

4d) Assistenza tecnica all produzione, all'industria di trasformazione oleicola, alle imprese di produzione delle olive da tavola, ai frantoi e alle imprese di Confezionamento per quanto riguarda aspetti inerenti alla qualità dei prodotti.
Obiettivi
Al fine di conseguire una maggiore qualificazione e miglioramento qualitativo del prodotto finale, l’Organizzazione intende attuare un efficace servizio di assistenza tecnica agli Organismi Cooperativi, Frantoi privati e imprese di confezionamento.

I produttori che hanno beneficiato dell’assistenza nella misura 4 a) sono esclusi dalla presente azione.

Le attività che si intendono attivare saranno finalizzate all’ottimizzazione del processo di trasformazione delle olive ed al superamento degli inconvenienti che spesso si verificano nel corso della lavorazione e che possono pregiudicare la qualità finale dell’olio prodotto.

L’Organizzazione con il presente programma intende quindi attivare un servizio di assistenza tecnica agli Organismi Cooperativi, Frantoi privati e alle imprese di confezionamento mirato al controllo di qualità sull’intero processo di estrazione, al fine di garantire la corretta esecuzione delle operazioni di estrazione nel rispetto delle norme previste dai disciplinari e dai manuali di produzione degli oli a DOP e nei manuali di autocontrollo dell’igiene e della sicurezza igienico-sanitaria (HACCP).

L’assistenza tecnica sarà effettuata presso le strutture selezionate con le quali sarà stipulato apposito contratto/convenzione.

Per poter ottenere oli di oliva di qualità elevata, oltre alla produzione di olive sane, alla raccolta e al trasporto al frantoio, di particolare importanza è la fase di trasformazione delle olive e la fase di conservazione e confezionamento dell’olio. E’ quindi necessario svolgere attività che pongano attenzione agli inconvenienti più frequenti che pregiudicano la qualità dell’olio di oliva. L’obiettivo quindi di questa azione è quello di:

- Fornire assistenza tecnica nei frantoi per la risoluzione delle problematiche che pregiudicano la qualità dell’olio nelle diverse tecniche di estrazione, individuando i punti critici che pregiudicano la qualità dell’olio ottenuto attraverso la divulgazione di norme della corretta pratica e con l’ausilio ed il supporto delle analisi sensoriali e/o chimiche, ed assistendo alcuni oleifici della zona che vorranno aderire al progetto;
- Fornire assistenza tecnica ai frantoi per la programmazione della raccolta in relazione alla capacità degli impianti di trasformazione per permettere una immediata lavorazione delle olive da effettuarsi entro max le 24 ore dalla raccolta;
- Migliorare le condizioni di stoccaggio dell’olio extra vergine di oliva prodotto;
- Migliorare la qualità dell’olio, nella fase dell’estrazione con la fornitura e l’impiego di macchine ed attrezzature prevedendo anche l’eventuale sostituzione di parti o componenti della linea di estrazione stessa.
- Fornire assistenza alle imprese di confezionamento per individuare i punti critici nei sistemi e intervenire per porre rimedio. A tal fine potranno essere necessari interventi di miglioramento delle strutture di confezionamento, nelle fasi topiche della conservazione e del condizionamento.

Idem per le imprese di lavorazione delle olive da mensa, qualora ce ne fossero di interessate.

4f) Formazione di assaggiatori per l’analisi sensoriale dell’olio di oliva vergine Obiettivi
L’azione ha lo scopo di formare gruppi di esperti assaggiatori, a cui verrà rilasciato l’Attestato di Idoneità Fisiologica all’Assaggio di Oli vergini di oliva, nonché di aumentare tra gli operatori del settore la conoscenza degli oli d’oliva vergini. I corsi saranno preventivamente autorizzati dalla Regione Puglia.

Verranno prodotte anche le successive 20 sedute di assaggio a completamento dell’iter formativo degli Assaggiatori e per la successiva iscrizione nell’Albo regionale.

E’ previsto lo svolgimento annuale di corsi di formazione per assaggiatori per l’analisi sensoriale e delle successive 20 sedute di assaggio dell’olio di oliva vergine. I corsi si prefiggono di fornire tutti gli elementi necessari per pervenire all'oggettivazione della degustazione e delle tecniche relative, sia attraverso la conoscenza e l'acquisizione di elementi teorici, sia con esempi pratici riferiti all'olio extravergine di oliva.

Le figure formate saranno in grado di:
- conoscere la composizione chimica degli oli di oliva ed il suo significato organolettico;
- saper interpretare le analisi chimiche fondamentali per il controllo della genuinità e della qualità;
- conoscere e saper utilizzare i metodi dell'analisi sensoriale applicati all'olio di oliva;
- conoscere le principali variabili biologiche, agronomiche e tecnologiche che influenzano le caratteristiche organolettiche degli oli di oliva.

I corsi, della durata ciascuno di 35 ore con un numero minimo di 20 allievi in ottemperanza alle prescrizioni contenute nel D.M. 1334 del 28/02/2012. Essi sono finalizzati al conseguimento dell’attestato per l'idoneità fisiologica all'assaggio dell'olio di oliva, requisito fondamentale per l'iscrizione all'Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli d'Oliva Extravergini e Vergini.

Successivamente a ciascun corso verranno organizzate le sedute di assaggio, in modo da permettere ai candidati il conseguimento delle venti sedute necessarie per l'iscrizione all'Elenco Regionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli d'oliva Extravergini e Vergini.

5) TRACCIABILITA', CERTIFICAZIONE E TUTELA DELLE QUALITA' DELL'OLIO D'OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA

5a) Progettazione e realizzazione di sistemi di rintracciabilità di filiera certificati ai sensi della norma UNI EN ISO 22005:08 e conformi al Reg. (CE) 178/2002.

5b) Realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria della qualità basati su un sistema di analisi del rischio e di punti critici di controllo. Per gli impianti di trasformazione e di confezionamento si possono applicare gli standards GSFS, IFS, ISO 22000 e per le aziende agricole il Global Gap.

5c) Progettazione e realizzazione di sistemi di controllo delk rispetto delle norme di autenticità, qualità e commercializzazione dell’olio d’oliva e delle olive da mensa immessi sul mercato.

Gli interventi progettuali relativi alle suddette azioni saranno attuati da AJPROL Taranto nell’ambito del Programma nazionale predisposto da UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano Roma, al quale si rimanda per i dettagli operativi.